Vangelo del 10 settembre Lc 6, 6-11

Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo.
Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!». Si alzò e si mise in mezzo.
Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?». E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e la sua mano fu guarita.
Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù. Lc 6, 6-11

Riflessione…
È bene guarire una persona in giorno di sabato o è un male? Il bene è sempre bene oppure vi sono dei giorni in cui è bene e dei giorni in cui è male? Il bene è sempre bene e obbliga sempre. Se per scribi e farisei è bene salvare un bue, un asino, una pecora caduta di sabato in un pozzo, perché non dovrebbe essere un bene salvare una vita umana? L’opposizione degli interlocutori di Gesù è davvero illogica, com’è possibile ci viene da pensare; è mai possibile che quante persone hanno così distorta la verità da non comprendere che dove abita il bene? Se ci fermiamo un attimo però, ci rendiamo conto che purtroppo facciamo i conti con questa triste realtà tutti i giorni. È come se la nostra mente si offuscasse talmente da diventare stolti e la stoltezza è l’arma di Satana per la rovina dell’uomo. Chi cambia il bene in male, sempre cambierà il male in bene. È lo sfacelo della verità e della moralità. Oggi il mondo anche cristiano è in questo sfacelo. Il bene è male, il male è bene. Chiediamo la grazia dello Spirito perché ci ponga sempre nella verità.

Don Salvatore A.

 

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