Papa Francesco e il peccato

Incontro del 29 novembre 2014 di Papa Francesco con i superiori degli Istituti Religiosi.
Ecco alcuni  passaggi chiave della conversazione.

“Dovete essere veramente testimoni di un modo diverso di fare e di comportarvi. Ma nella vita è difficile che tutto sia chiaro, preciso, disegnato in maniera netta. La vita è complessa, è fatta di grazia e di peccato”. Ha poi aggiunto: “Se uno non pecca, non è uomo. Tutti sbagliamo e dobbiamo riconoscere la nostra debolezza”. Poi, rivolto direttamente agli alti prelati: “Un religioso che si riconosce debole e peccatore non contraddice la testimonianza che è chiamato a dare, ma anzi la rafforza, e questo fa bene a tutti”.
Papa Francesco ha poi invitato a non forzare la mano sulle vocazioni: “Se un giovane che è stato invitato a uscire da un Istituto religioso a causa di problemi di formazione e per motivi seri, viene poi accettato in un seminario, questo è un altro grosso problema. Non sto parlando di peccatori: tutti siamo peccatori, ma non tutti siamo corrotti. Si accettino i peccatori, ma non i corrotti”.
E ha proseguito: “Noi che siamo egoisti, vogliamo tuttavia vivere una vita agitata da grandi desideri. Rinnoviamo allora la nostra oblazione all’eterno signore dell’universo perché con l’aiuto della sua madre gloriosa possiamo desiderare e vivere i sentimenti di Cristo che svuotò se stesso”.
Infine sul gesto di Benedetto XVI, che affrontò in maniera decisa i casi di abuso nella Chiesa: “Ci deve servire da esempio per avere il coraggio di assumere la formazione personale come sfida seria avendo in mente sempre il popolo di Dio”.

                                                                                                                                                                                                                                                                                           Papa Francesco

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