Vangelo del 29 Settembre Gv 1, 47-51

In quel tempo, Gesù, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi».
Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!».
Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo». Gv 1, 47-51

Riflessione…
A te cantiamo, Signore, davanti ai tuoi angeli. E noi, in questa festa dei santi Arcangeli vogliamo fare proprio quel che fanno le schiere angeliche, le schiere celesti. Vogliamo dare gloria a Lui, gloria a Dio. Nella liturgia gli angeli vengono chiamati cooperatori, i cooperatori del disegno di salvezza, sono al servizio di Dio e del Figlio dell’uomo, di Cristo. Non sappiamo molto degli angeli, anche se la Bibbia spesso ci presenta questi amici di Dio.
Daniele nella prima lettura della messa di oggi parla degli angeli in forma misteriosa. Nella profezia sul Figlio d’uomo Daniele dice: “Un fiume di fuoco scendeva dinanzi a Lui, mille migliaia lo servivano e dieci mila miriadi lo assistevano”. Il profeta non nomina gli angeli, parla di fuoco, parla di mirìadi, parla veramente con un linguaggio misterioso… Gli angeli vengono spesso rappresentati, specialmente nell’arte, come uomini, degli uomini dal viso dolce, soave…
Nella Scrittura invece gli angeli appaiono spesso come esseri terribili, esseri che incutono timore, perché sono la manifestazione della Potenza di Dio, della Santità di Dio. Dobbiamo però notare una cosa importante, una cosa che spesso ci sfugge. Abbiamo cioé parlato degli angeli nella profezia di Daniele. Ma se lo rileggiamo bene il brano, ci accorgiamo che in quel testo non sono gli angeli gli esseri più importanti…
Dopo la Epifania di Dio, la manifestazione di Dio vediamo “uno, simile ad un figlio d’uomo”. Ed è proprio lui e non gli Angeli ad essere introdotto fino al trono di Dio. È a lui che il Vegliardo “dà” il potere, la gloria e il regno”, è “a lui che tutti i popoli serviranno”. L cosa simile osserviamo anche nel brano del vangelo…
“Vedrete i cieli aperti e gli angeli di Dio salire a scendere sul Figlio d’uomo”. Anche qui gli angeli sono al servizio del Figlio d’uomo, di Gesù Cristo. Vediamo allora come la liturgia tante volte purifica il nostro culto, il nostro servizio liturgico. La nostra lode cioé, la nostra adorazione non è e non deve essere rivolta ai santi, nemmeno quando si tratta degli angeli o arcangeli. La nostra lode e il nostro culto va indirizzato solo a Dio e al Figlio di Dio. Gli angeli sono solo servitori suoi che Dio, nella sua immensa bontà, mette anche al nostro servizio.
Che cos’è che ci insegna questa festa di oggi, che cos’è che impariamo oggi dai santi Arcangeli? San Michele ci insegna il “Chi se non Dio!”… Come far significare nella/colla nostra vita che solo Dio importa, che solo Lui è il Signore della nostra vita, a Lui solo vogliamo dar la nostra gloria. San Gabriele, il grande annunciatore della volontà di Dio, del progetto di Dio. Egli ci dice come riconoscere il progetto divino nella nostra vita, come accettarlo… San Raffaele, colui che guida, colui che accompagna, conduce il mondo, noi, verso il Signore…
Chiediamo al Signore perché ci faccia veramente comprendere la sua santità, maestà, potenza perché possiamo dargli gloria, reverenza in mezzo ai suoi Angeli.

Don Salvatore

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