G.M.G. 2016 Esperienza

Inviata da Jacopo ma di autore sconosciuto:
– “Ma che, davvero sei andato alla GMG?”  “E si…”  “E perché scusa?”
– perché è bello partire, e sapere di tornare a casa diverso. Sempre.
– perché le persone che condividono con te lo stesso viaggio, diventano subito fratelli.
– perché è bellissimo, bellissimo, mollare per qualche giorno facebook, per esserci, e basta.
– perché è fantastico macinare chilometri a piedi, sotto la pioggia. Sentire la stanchezza sulle gambe,
ma guardarsi attorno e scoprire di non essere mai soli. C’è il mondo intero che non ha paura della
pioggia, e non si stanca mai di camminare.
– perché mangiare male, malissimo, anzi, non mangiare proprio, ti fa sorridere e non lamentare.
– perché abbracciare persone di colori ed etnie che non sono le tue, come vecchi amici, per strada, ti
riempie di speranza.
– perché dormire sotto le stelle, al freddo, accanto a un milione e seicentomila giovani di 87 nazioni,
ti fa sentire al sicuro.
– perché se mentre tutti (o quasi) dormono, tu ti fermi in silenzio e ti guardi attorno, non vedi
biologie, ma solo biografie, coperte alla meglio da teli di fortuna.
– perché c’è sempre qualcuno che festeggia in quella notte, sotto le stelle, i 18 anni, e questo ti fa
morire di invidia.
– perché c’è sempre qualcuno che si innamora, sotto quel cielo, e si promette amore per tutta la vita.
– perché confessare giovani che non rivedrai mai più e sentire che Dio è più grande di te,
immensamente più grande, ti riempie di umiltà. Tu sei strumento e devi scomparire perché Lui
rimanga.
– perché dormire poco e male, dopo ore di cammino, col peso dello zaino, è il pane e il vino della
Messa sul mondo più bella della tua vita. Tu sei il pane e il vino, la tua fatica, il disagio, la fame.
– perché sentirsi dire da ‘Pietro’, sotto le stelle, che Dio benedice i tuoi sogni, ti commuove.
– perché torni a casa e sei triste, anche se hai tutte le comodità del mondo.
– perché dire “Si, mi fido di Dio!”, con la voce e la lingua di milioni di giovani come te, ma diversi,
unici, ti convince che chi non scommette su qualcosa di grande è davvero uno sfigato.
– perché anche se volti e storie non li rivedrai mai più, sai che te li porterai dentro per sempre.
– perché la tua euforia, come dice qualcuno, è solo follia per chi è rimasto a casa.
E poi, sai che questa, la fede, non riuscirai mai a spiegarla.
Ma questa storia puoi raccontarla.
Ti sembra poco?

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