La porta senza maniglia

Nel libro dell’Apocalisse di San Giovanni Evangelista il Signore dice:
“Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” ( Ap 3,20).
Un pittore ha fatto un grande quadro e vi ha dipinto Gesù che è davanti alla porta: bussa e, tenendo l’orecchio, aspetta. Dopo quattro mesi di lavoro il quadro è pronto e il suo figlioletto gli dice: Papà quest’uomo non potrà mai entrare nella casa e sai perchè? Dimmi, chiede il pittore. Ma perchè alla porta manca la maniglia! Il padre allora prende il figlio sulle ginocchia e gli spiega: Vedi caro, quest’uomo è Gesù e la porta è il cuore di ciascuno di noi, che si apre soltanto dall’interno. Gesù è paziente, umile, bussa, e se non gli si apre rimane fuori. Così è successo a Betlemme, tutti gli hanno detto: Non c’è posto!  Purtroppo, questa tragedia continua anche oggi in tanti cuori che non si aprono alla grazia, in tante famiglie che rifiutano i doni di Dio. Ricordiamoci quello che Gesù ha detto a San Francesco d’Assisi in San Damiano: “Francesco, la mia Chiesa sta crollando!”. Maestro, cosa vuoi che io faccia, posso aiutarti? Si, aiutami a riparare la Chiesa! San Francesco ha risposto con entusiasmo e con tutta la sua vita!
Oggi la chiamata è la stessa.
Scegliamo 3 grandi parabole di Cristo dal 15′ capitolo del Vangelo di San Luca:
1) Un pastore ha cento pecore e ne ha persa una che conosce e chiama per nome.
Con la pecora, ha perduto la pace, la gioia, l’entusiasmo; si sente in colpa; dove sarà? E’ sola, soffre, è in pericolo. Lui le vuole bene e anche la pecora conosce la voce del pastore. Decide così di lasciare le novantanove pecore per andare in cerca di quella smarrita. Non si tratta di una questione di valore, ma di cuore, perchè lui ama quella pecora. Trovatala, non la rimprovera, non la punisce, ma la prende sulle spalle e la riporta all’ovile. Ora tutto è a posto! il pastore è felice, la pace e la gioia riempiono il suo cuore ( Lc 15,4-6 ).
2) Una donna ha perduto una dracma, una moneta d’oro.
Questa perdita non l’ha solo impoverita, le ha tolto anche la tranquillità e la gioia. E si pone mille domande: Come è potuto accadere? Perchè? Dove sono stata? Dove cercare? Se qualche amica le dice: Stai in pace io ti regalo la stessa moneta, lei rispone che non è uguale: perchè non è la mia! E allora spazza tutta la casa, sposta i mobili, guarda dappertutto; finalmente trova la sua dracma e poi invita tutte le amiche a far festa con lei ( Lc 15,8-9 ).
3) Un padre ha perso un figlio che ha voluto la sua parte di eredità ed è andato via di casa.
Con il figlio gli sembra di aver perduto tutto! Una grande umiliazione, una sofferenza immensa, una ferita per il suo cuore. Il padre lo cerca instancabilmente con la preghiera, lo cerca con lo sguardo in ogni direzione, e finalmente lo vede in lontananza. Si, non posso sbagliare è proprio lui! Mentre abbraccia il figlio prodigo, ordina i servi di preparare una grande festa, con musica e invitati perchè la gioia è immensa. Il figlio maggiore, di ritorno dai campi, chiede il perchè della festa. Il padre gli dice: Perchè tuo fratello era morto, era sepolto nella tomba del mio cuore, e adesso è vivo; si era smarrito ed ora è nel mio abbraccio ( Lc 15,12-32 ).
Riflettendo su queste parole guardo la situazione dell’Italia, che tristezza vedendo divorzi, aborti, falsità, superficialità, famiglie vivere senza scopo.
Che cosa è successo?
Quando nella famiglia abbiamo smesso di pregare ogni giorno, abbiamo perduto il dono della preghiera e molto di più: abbiamo fatto il primo passo verso l’ateismo. Il secondo passo è quello di non santificare più la Domenica, giorno del Signore, lasciando l’Eucarestia. Lasciando l’Eucarestia si perde la fede e poi il passo successivo è: perdere Dio. E con questo passo non abbiamo altro da perdere, abbiamo perso tutto. Ecco perchè i vostri figli non sentono più la Grazia di far battezzare i loro bambini; quando i vostri figli e nipoti sono già praticamente atei e pensano di poter vivere senza Domenica, preferendo andare al mare o a sciare. Non serve dire: mo figlio non prega, non si confessa, non so cosa e come devo fare per mettere tutto a posto. Non sappiamo cosa fare perchè manca
la LUCE.
Questa è la domanda caro papà, cara mamma, come possiamo ritrovare la domenica?
Per questo appare la Madonna e spiega a milioni e milioni provenienti da tutte le parti del mondo: Figli, io sò dove si trova la vostra dracma, dov’è il vostro figlio perduto, dov’è il vostro Dio, la sacralità del matrimonio, la santità della vita e lo scopo della vostra vita.
Noi non sappiamo, perchè siamo entrati nel tunnel dell’ignoranza, della debolezza, del cieco egoismo, dell’orgoglio, del consumismo. Siamo ciechi, accecati dall’egoismo. La Madonna appare per dire a ciascuno di noi: Io sono vostra Madre, la Regina della Pace, e sò dove avete perduto ciò che cercate, ciò che è essenzialmente importante per voi.
Io posso aiutarvi a trovare quello che avete smarrito.

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